Anche il consiglio comunale di Fiume Veneto si troverà prossimamente a dover deliberare sulla proposta di fusione tra i gestori del servizio idrico integrato Sistema Ambiente e LTA, di cui il comune è socio.

“L’operazione avrebbe tra gli obiettivi l’efficientamento del servizio – dichiara Vania Martin, vicepresidente di Flumen – ma delle effettive ricadute sulle bollette degli utenti non sembrano esserci garanzie. Auspichiamo trasparenza e impegni precisi sul piano degli investimenti e sul nuovo organigramma, specie per le figure apicali: in nome della riduzione dei costi, la nuova struttura non potrà essere la semplice somma degli attuali dirigenti delle due società.”
“In caso di fusione, il peso dei soci friulani sarà sempre più marginale, la sede legale e il gettito fiscale rimarranno in Veneto, mentre l’acqua necessaria ad alimentare gli acquedotti continuerà ad essere captata prevalentemente in Friuli, senza alcun ritorno tangibile per il nostro territorio.”

“Ci auguriamo – interviene Michele Cieol, presidente di Flumen – che, a differenza di quanto accaduto nel 2014 con la fusione tra ABL e CAIBT, stavolta Vaccher faccia la scelta giusta e avvalli questa fusione solo in presenza di vantaggi certi e misurabili per i cittadini di Fiume Veneto, tralasciando equilibrismi di stretta natura politica”.