A Fiume Veneto serve proprio un acquedotto?

 

Constatiamo una profonda divergenza tra quanto il sindaco di Fiume Veneto Vaccher dice di voler fare e le posizioni che effettivamente assume in tema di servizio idrico integrato, in particolare sul futuro acquedotto.

Se da un lato sostiene di essere molto attento alle esigenze dei cittadini di Fiume Veneto sulle problematiche legate alle fognature, alle bollette, ai pozzi artesiani, tutte questioni aperte da anni e rimaste completamente irrisolte, dall’altro non fa sentire la sua voce nelle sedi opportune o assume posizioni in contrasto con quanto i cittadini chiedono.

Quando si prendono decisioni che riguardano il comune di Fiume Veneto, l’amministrazione comunale spesso risulta non pervenuta. E’ il caso del tavolo tecnico regionale in cui si definiscono le prescrizioni su nuovi pozzi artesiani a uso domestico: su 14 sedute, il comune di Fiume Veneto era presente una sola volta.

Ma è soprattutto alle assemblee del CATOIL (Consulta d’ambito), in cui si decide il futuro di Fiume Veneto in materia di servizio idrico integrato, che il Sindaco non partecipa o sembra non sostenere gli interessi del suo territorio.

E’ stato deciso che anche a Fiume Veneto si dovrà realizzare l’acquedotto, progressivamente in TUTTO il territorio comunale. Il combinato disposto tra la realizzazione dell’acquedotto e l’obbligo di allacciamento da parte degli utenti dettata dal nuovo regolamento regionale, avrà come conseguenze la chiusura dei pozzi artesiani privati e il pagamento dell’acqua per tutti!acquedotto_fiume_veneto

L’estensione della rete dell’acquedotto è già stata progettata e di imminente realizzazione per alcune zone di Cimpello, investimento di € 350.000 di soldi dei cittadini. Dov’era il sindaco quando si approvava il piano d’ambito? Perché non si è opposto alla decisione di realizzare l’acquedotto a Fiume Veneto? Perchè ha votato a favore dell’ampliamento dell’acquedotto a Cimpello?

Ma pure sulle richieste minori l’amministrazione non ottiene alcun risultato: durante il consiglio comunale del 29 settembre, Flumen ha chiesto alla giunta, per l’ennesima volta negli ultimi 4 anni, di attivarsi per tempo perché non si ripetano i disagi e gli errori  del passato sulle bollette dell’acqua, di opporsi a ulteriori aumenti e di dare ai cittadini delle tempistiche di invio adeguato alle scadenze di pagamento.

Ebbene, nulla di tutto ciò è accaduto, i riscontri si sono limitati alla replica in quella sede del Sindaco Vaccher e dell’assessore Prosser: in questi giorni stanno giungendo ai cittadini le fatture di LTA, con aumenti medi del 7% e scadenze di pagamento ravvicinate. Inoltre non c’è traccia sul sito internet del comune delle analisi delle acque dei mini-acquedotti delle lottizzazioni, obbligatorie ogni tre mesi, né della modulistica contrattuale.

Flumen ritiene che l’amministrazione di Fiume Veneto debba tutelare in primis gli interessi dei cittadini di Fiume Veneto, anche se ciò significa scontrarsi nelle sedi opportune per far valere le proprie posizioni; purtroppo attualmente ci sembra massima solo la determinazione nel mantenersi in equilibrio politico, senza mai assumere decisioni che possano dare fastidio. Per riprendere in mano la situazione e far cambiare la rotta sarà necessario attendere le elezioni del 2018, nella speranza che il prossimo sia più un sindaco del “fare” che del “parlare”.

Approvazione piano d’ambito: Fiume Veneto assente

Approvazione tariffe: nessun voto contrario

Adozione progetto rete a Cimpello: Fiume Veneto assente

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