In occasione del consiglio comunale del 31 marzo a Fiume Veneto, la maggioranza ha proposto una mozione con la quale l’amministrazione Vaccher chiede di ridisegnare radicalmente il contenuto della riforma regionale degli enti locali che introduce le UTI.

Il nostro voto contrario è principalmente giustificato dal metodo con cui questa amministrazione ha approcciato l’introduzione di questa riforma, facendo apparire  la posizione del comune di Fiume Veneto, nelle sedi istituzionali, quasi “schizofrenica”.

In questi mesi abbiamo assistito a continui, spesso ingiustificati, capovolgimenti di fronte. Inizialmente, quando Vaccher insisteva per l’inserimento di Fiume Veneto nell’uti di Pordenone, la riforma era ritenuta accettabile. Dopo l’accoglimento, da parte della regione, delle motivazioni di buon senso sottoscritte dalle opposizioni e la decisione di mantenere Fiume Veneto con l’azzanese, di colpo la legge 26/2014 è diventata una pessima riforma. A quel punto i più si aspettavano che il sindaco Vaccher – magari in uno slancio di coerenza – aderisse alla fronda dei sindaci “ribelli” presentando ricorso al TAR ma, colpo di scena, propone e approva, senza coinvolgimento delle opposizioni, lo statuto fondativo dell’UTI azzanese! Passano alcuni mesi e la stessa maggioranza Vaccher minaccia di revocare lo statuto dagli stessi approvato. E ora questa mozione, con la richiesta di rimandarne l’applicazione di svuotarne i contenuti.

Noi crediamo che un comune come Fiume Veneto debba avere un’amministrazione, persone al comando pro tempore, che sappiano prendere delle decisioni e assumersi le responsabilità delle conseguenze.

Noi apprezziamo le scelte coraggiose e chiare, anche se differenti dalle nostre idee, non vogliamo avere a che fare con gli equilibrismi della vecchia politica sui quali l’amministrazione Vaccher sembra trovarsi perfettamente a proprio agio, forse con l’unico scopo di garantirsi ben saldi sulla poltrona.