La scelta della maggioranza al comune di Fiume Veneto di richiedere l’adesione all’UTI di Pordenone ha provocato una decisa reazione da parte delle opposizioni in consiglio comunale che hanno ritenuto opportuno scrivere alla Giunta Regionale per ribadire quanto le motivazioni alla base di tale scelta siano poco consistenti.
La lettera, firmata da quattro consiglieri in rappresentanza dei rispettivi gruppi di opposizione (Padoani-PD, Cieol-Flumen, Crestan-PDL e Tonus-gruppo indipendente), è stata inviata il 6 maggio alla Presidente della Regione Serracchiani. In tale documento si sottolineano tutte le imprecisioni e le debolezze delle motivazioni contenute nella delibera approvata dalla sola maggioranza nel consiglio del 16 aprile.
In particolare i consiglieri si soffermano su alcuni punti: non corrisponde alla realtà dei fatti e del territorio l’esistenza di una zona industriale e commerciale della grande distribuzione, che invece la maggioranza ritiene essere stata realizzata insieme al comune di Pordenone. Se anche si fossero confusi con la zona industriale “Area Nord” e la zona commerciale “Emisfero”, oltre a smentire la partecipazione del comune di Pordenone nel realizzare le opere, ricordiamo che i due comuni non confinano in quell’area, ma solo per un paio di chilometri in aperta campagna. Non c’è alcuna contiguità territoriale tra  le due zone e l’attuale perimetro dell’UTI del Noncello, nè con il comune capoluogo.
Si osserva, inoltre, che il passaggio all’ ambito socio assistenziale pordenonese causerà necessariamente delle ricadute sul servizio ai cittadini, a causa sia dei tempi di adeguamento,  sia per il raddoppio del numero di utenti che fruiranno dei servizi.
I consiglieri hanno richiesto più volte della documentazione e dei piani finanziari a sostegno delle tesi della Giunta Vaccher senza ottenere risposte oggettive, ma solo tante parole.
I consiglieri hanno scelto di rivolgersi quindi direttamente alla regione per sottolineare l’inconsistenza delle motivazioni espresse, per evitare di procedere con una scelta che appare basata solo su calcoli di tornaconto politico e che rischia di mandare all’aria la lunga e positiva esperienza, in particolare dell’Ambito socio assistenziale attuale.