Intendiamo esprimere la nostra solidarietà ai sindaci e ai comuni dell’Aster del Sile, i cui servizi associati sono stati a nostro avviso ingratamente bollati come “negativi” e per i quali “non vale nemmeno la pena di investire da parte del sindaco Vaccher e dell’ex-sindaco commissariato Cella durante i loro interventi nella seduta del consiglio comunale aperto tenutasi mercoledì 1 aprile a Fiume Veneto. Un trattamento e dei giudizi assolutamente fuori luogo, alcuni dei quali diametralmente opposti alle opinioni espresse solo fino a poche settimane fa.

Dalla maggioranza e’ stata espressa la volontà di chiedere che Fiume Veneto aderisca all’Unione dei comuni del Noncello, tessendo sperticate lodi al vicepresidente della Regione Bolzonello, senza tuttavia risultare ai più convincenti fatto salvo, crediamo, il compiacimento dei propri compagni di partito dell’UDC, presenti in forze in sala.

Abbiamo ascoltato dall’attuale e precedente sindaco fiumi di parole condite con tanti aggettivi qualificativi, alcune forzature e nessuna garanzia; nemmeno l’ombra di numeri veri, obiettivi concreti e “business plan” a sostegno della tesi che consegnare Fiume Veneto all’unione con Pordenone possa dare ai cittadini servizi migliori rispetto all’unione con l’azzanese, vantaggi  ancora tutti da dimostrare.

In linea con il buon senso espresso anche dagli altri gruppi di opposizione, rimaniamo al momento convinti che il comune di Fiume Veneto possa essere artefice del proprio futuro solo se rimane con l’azzanese, poiché ci confronteremo con comuni dalle esigenze e dimensioni simili alle nostre e in cui avremmo un peso politico determinante in assemblea.

Nell’Unione del Noncello i comuni più importanti prenderanno le decisioni, a Fiume Veneto rimarranno solo le briciole, avendo  peso politico irrilevante nell’assemblea dei sindaci. Probabilmente al sindaco Vaccher ciò non interessa, nonostante sia rimasto scottato solo pochi mesi fa con la pessima figura rimediata sulla convenzione dell’ufficio urbanistica con Pordenone – antipasto evidente di ciò che ci potrà attendere quando a dettare la linea saranno gli altri in funzione delle loro priorità.

L’unione del Noncello temiamo diventerà  l’ennesima scusa da aggiungere a quelle già più volte ascoltate per giustificare lo scaricabarile delle responsabilità sulle inefficienze e i ritardi della sua amministrazione, tra le quali già si annoverano  il patto di stabilità, la crisi, la burocrazia, il maltempo, il tombotto e chi più ne ha, più ne metta.

Una maggioranza che è tale solo nei seggi del consiglio comunale non può arrogarsi il diritto di decidere, ignorando chi rappresenta il 75% dei voti alle ultime elezioni, le sorti del futuro del comune di Fiume Veneto per un tornaconto di parte politica: la ricomparsa sulla scena dell’ex sindaco commissariato Cella è per noi la conferma che le segreterie dei vecchi partiti lavorano ancora a pieno regime!

 

messaggero 4 aprile putto vs vaccher

Messaggero Veneto 4.4.15