Ridurre il consumo di materie prime (vetro, PE, PET, alluminio, ecc…), rendere le campagne libere dalle discariche incontrollate riqualificando l’ambiente, lottare contro abbandoni sconsiderati di rifiuti nei parchi e nei centri abitati si può contrastare anche introducendo la modalità del “vuoto a rendere”.

Oltre ad essere economicamente vantaggiosa per il cittadino e per l’ente pubblico – si producono meno rifiuti e si utilizzano minori materie prime – rivestirebbe carattere educativo per le giovani generazioni.

Poiché tutto ciò è realtà in diversi Paesi europei, ma anche in alcune regioni italiane come ad esempio il Trentino Alto Adige e la Sardegna per le bottiglie d’acqua, considerato che nel ddl collegato ambientale in discussione alle 13^ commissione in Senato si prevedono forme sperimentali per l’introduzione del vuoto a rendere dei contenitori e degli imballaggi, abbiamo pensato di cogliere l’occasione della discussione, al consiglio comunale di Fiume Veneto del 1 aprile 2015, relativamente alla realizzazione delle “case dell’acqua”, per proporre l’inserimento di due punti che vadano a sottolinearne l’importanza e che si riallacciano a parte di alcune premesse ivi riportate:

  1. dare il mandato di indirizzo politico al Sindaco per sostenere e promuovere la filiera del vuoto a rendere in tutte le sedi competenti in materia;
  2. verificare la possibilità, nell’ambito degli strumenti a disposizione dell’Ente comunale, di prevedere incentivi ed agevolazioni per i soggetti attivi in tale filiera.

scarica: mozione vuoto a rendere acqua