Lunedì 2 marzo abbiamo incontrato presso la sede della Regione Friuli Venezia Giulia l’assessore alle autonomia locali Paolo Panontin. E’ stata l’occasione per approfondire le tematiche inerenti alla riforma dell’ordinamento degli Enti Locali e il momento opportuno per presentare alcune nostre idee per delle correzioni migliorative al nuovo assetto che si verrà a creare dal 2016 con la nascita delle Unioni Territoriali Intercomunali (UTI).

Le scelte che i comuni si troveranno a decidere in questi mesi, avranno un impatto diretto nei confronti dei servizi che verranno erogati ai cittadini per almeno i prossimi 10 anni. E’ il caso di accantonare diatribe di bandiera e chiacchiere di equilibrio politico, ma entrare nel merito tecnico e progettuale per non farsi trovare impreparati a gennaio 2016, quando il nuovo ordinamento sarà già operativo.

Suggeriamo che le UTI si concentrino esclusivamente sui servizi diretti da erogare ai cittadini, nel mentre la Regione si dovrebbe far carico di organizzare e pianificare le attività che rivestono natura gestionale degli enti pubblici, senza rilevanza verso i cittadini, quali ad esempio la gestione delle paghe dei dipendenti, le centrali di committenza, la riscossione dei tributi, il controllo di gestione.

I servizi strettamente legati al cittadino, quali ad esempio l’edilizia scolastica, la polizia municipale, i servizi sociali e la pianificazione territoriale necessitano di una stretta presenza e conoscenza del territorio; per tale ragione riteniamo che le UTI debbano avere, oltre ad una dimensione minima, anche una massima, oltre la quale l’apparato si appesantirebbe in maniera rilevante mentre qualità ed economie di scala non ne trarrebbero beneficio.

Rispetto alla delibera regionale che ha definito i perimetri delle singole unioni, i comuni hanno 60 giorni di tempo per chiedere di aderire ad un ente diverso rispetto a quanto indicato dalla Regione. Prima di deliberare in merito, crediamo che la Regione debba necessariamente raccogliere l’espresso assenso dei comuni della UTI alla quale il richiedente vorrebbe aderire. Doveroso per garantire pari dignità nelle scelte di autodeterminazione dei comuni.

Nel medio termine, inoltre, riteniamo sia necessario procedere senza indugi verso la fusione amministrativa dei comuni, attraverso incentivi e disincentivi, per arrivare a una architettura istituzionale semplificata ed efficiente.

 

Proposte Flumen-disciplina amministrativa Enti Locali