Continuiamo a leggere gli annunci del sindaco Vaccher sulla rivisitazione degli investimenti e il programma delle opere approvati con l’ultimo consiglio comunale a Fiume Veneto.

Dopo essere stato smascherato sulle spese, che senza ombra di dubbio per il 2013 rimangono in linea con quelle del 2012, ora viene presentata la rivisitazione del piano delle opere pubbliche come un successo della maggioranza, tralasciando di informare che invece sono scelte imposte dalle conseguenze della pessima gestione del comune degli ultimi anni, della quale l’attuale sindaco e la maggioranza rappresentano l’evidente continuità politica.

Non è una scelta del sindaco non procedere con ulteriori mutui per almeno i prossimi tre anni, ma una conseguenza imposta a causa dell’elevato indebitamento che pesa su Fiume Veneto per circa 22 milioni di euro. Nel 2014 i soli interessi in carico all’ente graveranno sul bilancio per quasi il 6% delle entrate, mentre il limite massimo consentito dalla regione è del 4%. Ci vorranno diversi anni per rientrare nei parametri e a pagare per le scelte del passato saranno, al solito, i cittadini. La priorità assoluta dovrebbe essere la riduzione drastica del debito, mentre invece ci sembra si tenti di cercare di proseguire con il solito andazzo del “tassa e spendi”.

Lo sforamento del patto di stabilità, determinato dalle decisioni di appaltare opere inutili quali i milione di euro per la piazza del capoluogo, ci ha praticamente bloccato ogni possibilità di nuovi lavori pubblici almeno fino al 2015, limitandoci all’assolvimento  – forse- degli impegni già presi con le imprese dalla passata amministrazione.

Nel piano triennale delle opere pubbliche approvato si annunciano una lunga serie di interventi sugli edifici scolastici. Obiettivi condivisibili, se non fosse che non ci sia nemmeno un centesimo a copertura della spesa, rendendoli al momento di fatto solo funzionali agli annunci mediatici. L’unica nuova opera che dispone già della copertura finanziaria riguarda l’ampliamento del cimitero di Pescincanna.

Una pietra “tombale” sulla bontà di questo bilancio.